Posted on 21 marzo 2009 by fabrizio
72pixel ha assistito alla pesante sconfitta che ci ha aggiudicato il cucchiaio di legno al Sei Nazioni di Rugby. 8 a 50 il risultato finale, nonostante la bella meta realizzata dal capitan azzurro Sergio Parisse.Â
Guarda il video dell’Inno Nazionale del prematch.
Posted on 14 marzo 2009 by fabrizio
Standing ovation oggi per i ragazzi azzurri. Standing ovation meritatissima, come meritatissima sarebbe dovuta essere la vittoria, lo dicono i numeri. Invece a 8 minuti dalla fine la doccia gelata della meta Gallese ha strozzato in gola l’urlo di vittoria di un Flaminio straordinario, un Flaminio che ha sostenuto gli azzurri su ogni placcaggio, su ogni passaggio, su ogni raggruppamento.
E’ stata come al solito una partita durissima ma interpretata dall’Italia in modo esemplare. Quest’oggi gli azzurri non hanno solamente giocato con il cuore ma ci hanno messo anche molto cervello e sono stati tatticamente superiori al Galles. I gladiatori Italiani hanno tramutato la rabbia e lo stress accumulati nelle ultime settimane in pura concentrazione e sangue freddo. Si è visto da subito come il duro lavoro svolto negli allenamenti è stato perfettamente riportato in campo contro un Galles sempre forte e imprevedibile.
Mallett aveva chiesto più ordine in campo e se ne è visto parecchio. Aveva chiesto più disciplina e abbiamo preso pochissimi calci contro e la squadra è stata molto attenta a non commettere errori ingenui come troppe volte è accaduto nelle ultime partite. Aveva chiesto aggressività e in quella l’Italia non delude mai.
La grande differenza oggi è stata l’interpretazione della partita. L’Italia ha saputo imporre il proprio gioco senza nervosismi fin dal primo minuto con calci tattici precisi e ficcanti. Ha saputo mettere in pratica lo schema di gioco che aveva deciso di fare prima di entrare in campo e ha messo in difficoltà i gallesi spostando il pallone in profondità tenendo l’ovale lontano dalla propria metà campo e facendo una pressione costante sui portatori di palla.
Ottime notizie anche dal fronte della mischia. Piattaforme di gioco sempre ben effettuate con una grande touche e con una mischia sempre all’altezza della situazione in gioco aperto e chiuso e per la prima volta in questo VI Nations si è vista la mischia che negli ultimi anni ha messo in difficoltà le più forti squadre del mondo.
Purtroppo le due mete gallesi sono arrivate negli unici 2 errori commessi in difesa, due distrazioni che purtroppo come al solito ci puniscono oltre misura. Ma questi sono errori che non possono gettare ombra su un incontro giocato alla grande. Certo, resta il rammarico di aver nuovamente perso una partita e quel 0 in classifica brucia. Ma è anche vero che siamo stati ad un passo da vincere una partita che alle 15:59 sembrava assolutamente fuori portata ma che minuto dopo minuto prendeva sempre di più i binari giusti.
Un Italia per la prima volta lucida, completa e concentrata. Tutti i ragazzi che sono entrati in campo oggi meritano assolutamente la sufficienza, su tutti uno straordinario Parisse. Capitano che ha saputo far quadrato in un momento delicatissimo per il rugby azzurro. Ha saputo tenere in mano una squadra che poteva capitolare sotto i colpi dei dragoni rossi ma che è rimasta compatta e solida come non mai.
Il pubblico del Flaminio oggi torna a casa con gli occhi pieni d’orgoglio, a testa alta, senza voce e con le mani spellate per gli applausi.
E ora sotto con la Francia…che bello sarebbe fare lo sgambetto ai galletti nell’ultima partita del torneo la prossima settimana al Flaminio…e dopo l’Italia di oggi è consentito sognare.
Avanti Azzurri!
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(commento tecnico di Iko Speziali – foto di Fabrizio Poggi)

Posted on 24 febbraio 2009 by fabrizio
Italia vs Irlanda – 6 nazioni 2009 – 15 febbraio 2009
(commento tecnico di Iko Speziali – Foto di Fabrizio Poggi)
A dieci anni dalla prima partita della nazionale italiana nel più antico torneo di rugby al mondo francamente ci si aspettava qualcosa di più. Si sapeva che il Six Nations non avrebbe regalato nulla a nessuno, tantomeno a una squadra con un passato rugbystico si importante, ma di certo non costellato di storia come per le altre 5 nazioni. Dieci anni non sono pochi. Chi aveva 18 anni nel 2000 ora ne ha 28, età perfetta per esplodere in questo sport ma a parte qualche rarissimo caso l’Italia del rugby fatica molto a creare nuovi gladiatori del pallone ovale. E si è visto domenica al Flaminio contro l’Irlanda. E’ vero, il punteggio è stato forse troppo severo e dopo un primo tempo giocato alla grande, il caloroso pubblico del Flaminio sperava nel miracolo nel secondo. Ma non c’è stato, anzi.
Non si può giocare a rugby solamente con l’aggressività , con la rabbia e con la voglia di battere l’avversario. Forse qualche tempo fa per noi italici era sufficiente ma ora serve altro. Serve la disciplina. A questo livello non si possono prendere 18 calci di punizione contro e non si possono regalare 2 cartellini gialli agli avversari, e il tecnico Mallet in questo è stato chiaro. Serve la mentalità vincente. Le statistiche del dopo gara parlano chiaro, 114 placcaggi per loro e solo 50 per noi, e la palla è quasi stata in mano ai verdi. Serve un po’ di fantasia. Ci sono state fasi di gioco in cui l’Italia continuava a passarsi la palla senza riuscire ad avanzare 1 metro, nessuno riesce a fare la giocata vincente per superare l’avversario. Serve la concentrazione. Perdere la maggior parte delle touche a favore e sbagliare movimenti elementari sono sintomi di mancanza di lucidità , e a questo livello, dove i giocatori sono professionisti, è inammissibile.
Il rugby è uno sport di squadra, uno sport dove tutti devono sostenere il compagno, ma per vincere una partita del Six Nations serve anche la voglia di portare se stessi ad un livello superiore. Non possiamo sperare che il giocatore al nostro fianco faccia la giocata vincente, o faccia il placcaggio decisivo o trovi il buco per scappare in meta. Dobbiamo farlo noi.
Ora dobbiamo sperare nelle prossime partite, sicuramente non facili. Sarebbe bello poter fare risultato in casa, il 14 marzo con il Galles e il 21 con la Francia ma è dura, molto dura. Sarebbe bello soprattutto per cancellare quei fischi ( giusti…) che si sono per la prima volta sentiti al Flaminio nei confronti dei ragazzi italiani. Fischi che non si erano mai sentiti al Flaminio perché il pubblico ha sempre sostenuto gli azzurri a prescindere ma che ora pretende quel qualcosa in più. Quel qualcosa che ci si augurava nel lontano 2000.
(Iko Speziali)
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Foto Italia-Irlanda (clicca qui)