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Foto Rugby – Italia vs Irlanda – 6 nazioni 2009

Posted on 24 febbraio 2009 by fabrizio

Italia vs Irlanda – 6 nazioni 2009 – 15 febbraio 2009

(commento tecnico di Iko Speziali – Foto di Fabrizio Poggi)

A dieci anni dalla prima partita della nazionale italiana nel più antico torneo di rugby al mondo francamente ci si aspettava qualcosa di più. Si sapeva che il Six Nations non avrebbe regalato nulla a nessuno, tantomeno a una squadra con un passato rugbystico si importante, ma di certo non costellato di storia come per le altre 5 nazioni. Dieci anni non sono pochi.  Chi aveva 18 anni nel 2000 ora ne ha 28, età perfetta per esplodere in questo sport ma a parte qualche rarissimo caso l’Italia del rugby fatica molto a creare nuovi gladiatori del pallone ovale. E si è visto domenica al Flaminio contro l’Irlanda. E’ vero, il punteggio è stato forse troppo severo e dopo un primo tempo giocato alla grande, il caloroso pubblico del Flaminio sperava nel miracolo nel secondo. Ma non c’è stato, anzi.
Non si può giocare a rugby solamente con l’aggressività, con la rabbia e con la voglia di battere l’avversario. Forse qualche tempo fa per noi italici era sufficiente ma ora serve altro. Serve la disciplina. A questo livello non si possono prendere 18 calci di punizione contro e non si possono regalare 2 cartellini gialli agli avversari, e il tecnico Mallet in questo è stato chiaro. Serve la mentalità vincente. Le statistiche del dopo gara parlano chiaro, 114 placcaggi per loro e solo 50 per noi, e la palla è quasi stata in mano ai verdi. Serve un po’ di fantasia. Ci sono state fasi di gioco in cui l’Italia continuava a passarsi la palla senza riuscire ad avanzare 1 metro, nessuno riesce a fare la giocata vincente per superare l’avversario. Serve la concentrazione. Perdere la maggior parte delle touche a favore e sbagliare movimenti elementari sono sintomi di mancanza di lucidità, e a questo livello, dove i giocatori sono professionisti, è inammissibile.
Il rugby è uno sport di squadra, uno sport dove tutti devono sostenere il compagno, ma per vincere una partita del Six Nations serve anche la voglia di portare se stessi ad un livello superiore. Non possiamo sperare che il giocatore al nostro fianco faccia la giocata vincente, o faccia il placcaggio decisivo o trovi il buco per scappare in meta. Dobbiamo farlo noi.
Ora dobbiamo sperare nelle prossime partite, sicuramente non facili. Sarebbe bello poter fare risultato in casa, il 14 marzo con il Galles e il 21 con la Francia ma è dura, molto dura. Sarebbe bello soprattutto per cancellare quei fischi ( giusti…) che si sono per la prima volta sentiti al Flaminio nei confronti dei ragazzi italiani. Fischi che non si erano mai sentiti al Flaminio perché il pubblico ha sempre sostenuto gli azzurri a prescindere ma che ora pretende quel qualcosa in più. Quel qualcosa che ci si augurava nel lontano 2000.
(Iko Speziali)

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Foto Italia-Irlanda (clicca qui)

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